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Legacoop Produzione e Servizi: Investimenti e infrastrutture priorità per il Paese
“Il nostro Paese ha accumulato, nel corso degli anni, intollerabili ritardi sul piano degli investimenti in infrastrutture: per questo chiediamo al Governo di trasformare rapidamente gli stanziamenti in cantieri. Cantieri per la manutenzione del patrimonio esistente, ma anche per la realizzazione di nuovi interventi infrastrutturali: sulle reti stradali e ferroviarie, nella sicurezza del territorio, nell’edilizia scolastica e ospedaliera”.
 
Ad affermarlo è il Presidente di Legacoop Produzione e Servizi, Carlo Zini, al termine della riunione del Consiglio di Presidenza dell’associazione dedicata ad un esame del nuovo quadro istituzionale e delle principali attività portate avanti sul piano associativo.Secondo il Presidente di Legacoop Produzione e Servizi, gli investimenti in infrastrutture, oltre a recuperare il gap determinatosi nel tempo, producono occupazione e possono consentire al settore dell’edilizia di emergere dalla drammatica crisi che dura ormai da 10 anni, nel corso dei quali sono stati persi 600.000 posti di lavoro e migliaia di imprese, tra cui anche importanti realtà cooperative.
 
È indispensabile, inoltre, intervenire sui nodi irrisolti del Codice degli appalti, tema sul quale l’Associazione ha proposto – insieme ad altre associazioni di categoria – una serie di modifiche, tese ad una reale semplificazione ed a consentire di superare le strozzature che oggi paralizzano, in molti casi, l’assegnazione dei lavori e la stipula dei contratti.In particolare, Zini ritiene che occorra “modificare la disciplina del subappalto, reso troppo rigido nei lavori pubblici e incompatibile con le direttive europee; rivedere i meccanismi dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per evitare che riemerga surrettiziamente il criterio del massimo ribasso; razionalizzare il contenzioso negli appalti, attraverso un rafforzamento degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie; ripristinare un maggiore equilibrio tra contraente privato e pubblica amministrazione, che in questi ultimi mesi sta utilizzando le escussioni delle fidejussioni in maniera arbitraria a fronte di inadempimenti che spesso la coinvolgono direttamente”.
 
Una questione di rilievo, infine, è rappresentata dalla crescita di fattispecie ove, pur in assenza di condanne nell’ambito di procedimenti giudiziari, scattano misure interdittive alla partecipazione a gare, determinando pesanti difficoltà ai sistemi di governance aziendale: la nuova nozione di illecito professionale è solo uno degli esempi che si possono fare.
 
Per Zini, complessivamente, sul piano delle norme “si rende urgente uscire dalla logica del “sospetto” che – troppo spesso – ispira I rapporti tra pubblico e privato e che, inevitabilmente, genera la paralisi negli iter decisionali, in generale e quando si parla di appalti in particolare”.
 
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