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Nota Stampa Legacoop

Nota Stampa Legacoop Sardegna 

La Legacoop Regionale  attraverso un comunicato esprime la sua  disapprovazione per il trattamento riservato alle Cooperative Culturali da parte del Consiglio Regionale

Il collegato alla Legge Finanziaria Regionale, in fase di approvazione definitiva in Consiglio, ancora una volta scarica sulle spalle sempre più deboli delle cooperative, la situazione relativa alla gestione dei Beni Culturali e delle Biblioteche (Musei, Siti Archeologici, Archivi e Biblioteche).

Infatti, l’art. 6 appena approvato, anziché finalmente introdurre una qualche riforma del settore, ripropone la solita proroga delle gestioni agli stessi patti e condizioni previste per gli anni scorsi intervenendo solo su “parte” della copertura dei costi relativi al personale. In cifre:

15.500.000 Euro per i progetti relativi ai Musei e alle Aree Archeologiche;

7.000.000   Euro per Biblioteche ed Archivi. Si tratta delle stesse cifre stanziate nel 2008.

Quelle cifre che stanno facendo accumulare debiti alle società che gestiscono i Beni e che rendono sempre più incerta la situazione degli oltre ottocento operatori impegnati nel settore. Cifre che non riconoscono i costi generali e di gestione, ovviamente sopportati da qualsiasi società, anche cooperativa, e che possono essere valutati in un 15%.

In più, da questo anno i gestori dovranno “caricarsi” ulteriormente dei nuovi costi previsti dal contratto applicato: 1.008.000 per il 2009 914.900 per il 2010 quasi 2 milioni di euro che nelle casse delle cooperative certamente non ci sono. Ma non basta. Nonostante, quindi, manchino all’appello –in totale- almeno 3 milioni di euro, il Consiglio ha deciso di attribuire, con la stessa norma, un non meglio specificato “sostegno” alle Organizzazioni di Volontariato del settore culturale. Se non fosse vero ci sarebbe da ridere. 

Chiediamo all’intero Consiglio, alla Giunta e al suo Presidente Cappellacci come intendano affrontare la situazione sempre più insostenibile dell’intero comparto. Chiediamo, in particolare all’Assessore Baire come si sia spesa nel dibattito in corso e come intenderà muoversi in futuro  per assicurare le risorse necessarie a gestire il Patrimonio Culturale della Sardegna di cui, pure, è titolare. Chiediamo, tra l’altro, di voler escludere che  ci sia la volontà –a questo punto il sospetto è legittimo- di mettere in contrapposizione il mondo del volontariato con le diverse centinaia di lavoratori ed operatori che attualmente consentono ai cittadini la fruizione del nostro patrimonio culturale e storico. 

In attesa di risposte, cercheremo di denunciare ai cittadini della Sardegna, in qualsiasi modo e forma, l’insopportabile situazione nella quale si trovano gli operatori dei Beni Culturali.   

 
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